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22 aprile

Sullo spiazzo tra le dune davanti al perforatore c'era un camper cingolato di modello non molto recente; con il corpo centrale coperto di celle solari sorretto da due cingoli e una bolla trasparente dove stava il posto di guida.

All'ingresso del camper mi accolse Marco, un tipo piccolo, con i capelli neri un po' radi e arruffati, e gli occhiali di metallo; vestiva una tuta da deserto con i tubi dell'impianto di raffreddamento penzolanti.

L'interno del camper era attrezzato a laboratorio geologico; noi però salimmo nella bolla di guida, Marco si mise ai comandi e mi fece sedere accanto a sè. Laura si sedette dietro, appoggiata allo schienale del mio sedile, e i suoi capelli mi solleticavano il collo. Per fortuna la vista dalla bolla era più che sufficiente a distrarmi. Tutti hanno visto il deserto alla trivisione, ma esserci dentro è un'altra cosa. Il cingolato saliva sulle dune e poi scivolava giù come una barca nel mare in tempesta. Fino all'orizzonte in tutte le direzioni si vedevano solo sfumature di giallo, più brillante sotto il sole, più scuro all'ombra delle dune.

Marco arrestò il cingolato vicino ad una apparecchiatura.

-Devo dare un'occhiata al mio tomografo sismico; dovrebbe aver finito un rilievo che ci interessa.

Nel laboratorio Marco e Laura lavorarono in silenzio, come una squadra ben affiatata; la bambina giocava in un angolo.

-Ecco- disse Marco, mostrando un'immagine con falsi colori -in questa sezione si vede bene.

-La falda d'acqua?-chiesi.

-No! Questo è qualcosa che facciamo perchè ci piace; queste sono le rovine di una città, cento metri sotto la sabbia.

-Di che epoca sono le rovine?

-Non lo sappiamo -rispose Laura- è quello che stiamo cercando di capire; le carte non dicono niente.

-Fate spesso dei rilievi archeologici?

-È il nostro hobby. Ma ora prepareremo il pranzo.

Ci raccogliemmo vicino al quadro di comando e attendemmo la trasformazione in cucina/sala da pranzo/salotto. Però uno dei banchi del laboratorio restò incastrato, e Laura senza voltarsi gli diede un calcio che lo sbloccò. Mi fecero accomodare su di un piccolo divano, e Laura programmò un pasto semplice ma molto migliore di quello della mensa. Durante il pasto cominciai a fare qualche domanda:

-So che tu prima lavoravi in un'altra compagnia; come mai sei venuto qui?

Marco esitò a rispondermi, e Laura intervenne:

-Ci fu un incidente...ma Marco preferisce non rivangare questi avvenimenti, che furono spiacevoli per lui.

Di fronte a questa reazione difensiva cambiai argomento:

-E il lavoro dell'addetta all'organizzazione del tempo libero in cosa consiste?

-Io organizzo feste, ricevimenti, spettacoli, attività sportive... tutto quello che diverte il personale della compagnia e li fa rilassare. Sai, nel deserto se non si organizza qualcosa la noia è in agguato, perciò io devo inventare qualcosa quasi ogni giorno. Anzi, ho già cominciato ad organizzare una festa in tuo onore, così avrai modo di conoscere tutti in modo informale...

-Grazie, è un'ottima idea.

Restai a chiaccherare con loro buona parte del pomeriggio, finchè Benedetta non mi passò a prendere.


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Andrea MILANI
Sat Aug 17 15:26:08 MET_DST 1996