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22 aprile 2071

Mi svegliò un messaggio che mi invitava alla mensa e mi annunciava che i bambini sarebbero arrivati di lì\ a un ora. Alla mensa selezionai la prima colazione e l'automensa mi servì una pappetta rosa il cui sapore assomigliava -piuttosto vagamente- a quello di una fragola. Senza aver incontrato nessuno rientrai nel mio alloggio, premetti il pulsante per la trasformazione in aula e attesi i bambini.

All'ora prevista si aprì la porta e cominciarono ad entrare i bambini. Erano sei; un paio avevano gli occhi lucidi, uno tirava su con il naso, due si picchiavano e una bambina mi guardava con un aria molto diffidente. Il primo giorno di scuola è sempre così, anche per quelli già grandicelli; nella mia classe c'erano un paio di adolescenti, che non erano meno imbarazzati degli altri.

-Sedetevi -dissi -Io sono il vostro primo maestro umano, non è vero?

-Sì -rispose per tutti un ragazzo che era il più grande -Fino ad ora abbiamo avuto solo maestri robot.

-Tu cosa sai che i robot non sanno? -chiese il bambino più piccolo.

-Le macchine sanno più cose di me...Ma io...vi farò un esempio. Mi avvicinai al trivisore, inserii la cassetta del film ``Casablanca'' e ne mostrai l'inizio ai bambini, finchè fui ben sicuro che tutti avessero riconosciuto il classico che fa parte di ogni unità Cinema 1. Quando spensi il trivisore chiesi ai bambini:

-Questa storia è vera?

-Certo -rispose una bambina -è un film storico.

-Non è così; film storico vuol dire che è ambientato in un periodo storico ricostruito più o meno esattamente, in questo caso la penultima guerra mondiale. Però i personaggi e le loro vicende sono di fantasia, sono stati creati da uno scrittore.

-Allora tu sai tutto quello che è vero e tutto quello che è falso?

-Bè... non proprio. Io però devo aiutarvi a distinguere la realtà dalla finzione, perchè vista alla trivisione non è facile distinguere.

-Che qualifica bisogna avere per fare il maestro? -chiese la solita bambina.

-Bisogna conoscere l'animo umano.

-Che cos'è l'animo umano?

-Se io sono un buon maestro alla fine dell'anno scolastico lo saprete.

Ci fu un lungo silenzio che io ruppi dicendo:

-Ora presentatevi; ditemi il vostro nome, l'età, chi sono i vostri genitori, e cosa avete studiato finora.

Nessuno si fece avanti, e allora io feci cominciare la bambina che aveva parlato più volte.

-Io mi chiamo Anna ed ho sette anni. Mio papà è Marco e fa il Cercatore; mia mamma è Laura ed è addetta all'organizzazione del tempo libero. Le unità che ho studiato sono ...

Quando ebbe finito l' elenco, da cui mi resi conto che i maestri robot erano stati usati con competenza, chiesi al bambino più piccolo, quello che tirava su con il naso:

-E tu?

-Io ho cinque anni e mi chiamo Giuseppe. Il mio papà è il medico e si chiama Alberto; la mia mamma Benedetta guida l'elicottero.

-Certo, è lei che mi ha portato qui. Sai scrivere?

-Un po'; solo l'unità 0. Mi insegnerai anche tu?

-Ti dirò cosa devi fare, ma continuerai ad usare l'automaestro da solo.

Quindi si presentarono Cecilia, Paola, e i due più grandi Guido e Stefano. Poi gli feci degli altri esempi di discriminazione tra realtà e fantasia, e quando fu l'ora di smettere gli dissi che nei giorni successivi sarei passato a conoscere tutti i loro genitori.

All'uscita la piccola Anna corse nelle braccia di una donna dai capelli rossi. Quando si rialzò e potei vederla meglio vidi dei grandi occhi verdi, di quelli che danno l'impressione di poterci cascare dentro. Mi raddrizzai come per non cascare e mi presentai:

-Sono il nuovo maestro; poichè vorrei conoscere i genitori dei miei alunni, vorrei venire a trovarvi quando vi fa comodo.

-Perchè non subito?


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Andrea MILANI
Sat Aug 17 15:26:08 MET_DST 1996